Spesso con i miei colleghi chitarristi nasce una presa in giro che va avanti da anni, i chitarristi sostengono che il ruolo del pianista sia sfigato e che il chitarrista abbia anche più successo con le donne. In realtà se prendiamo come esempio una band pop il pianista/tastierista non riempie la scena come può fare un chitarrista e quindi è meno protagonista. Al tempo stesso se pensiamo ad un concerto di solo piano, il pianista è la star assoluta. Quello che ci tengo a precisare è che,se pensiamo ad una formazione pop o ad un duo piano e voce, la figura del pianista è molto importante .

Il pianista deve fare gioco di squadra e deve creare gli assist giusti per valorizzare la linea melodica (voce, sax ….) Ci vuole quindi umiltà. il pianista bravo non deve mostrare le sue abilità di virtuoso dello strumento ma si dimostra bravo e competente se suona il giusto e a volte è preferibile levare delle note (less is better). Altro vantaggio è che una conoscenza del pianoforte da una visione completa ed immediata delle armonie ed in effetti quando si lavora con software tipo (cubase, logic, pro tools) l’arrangiamento e comandato sempre dalla tastiera.

Credo a questo punto dover distinguere la figura del pianista in due categorie:

Pianista classico e Pianista moderno

Il pianista classico ha dalla sua una tecnica ed una velocità di lettura e di solfeggiare pazzesca, ma i suoi studi troppo legati all’utilizzo della partitura spesso lo rendono incapace di suonare senza utilizzo dello sparito. Capita spesso infatti che quando un pianista di studi classici  approccia al linguaggio pop è completamente disorientato, non sa cosa fare e come suonare. Non conosce gli accordi, i rivolti e non ha alcuna idea di come suonare con la mano sinistra, visto che è stato da sempre abituato a leggerla utilizzando la chiave di basso. Inoltre questi anni di studio molto metodico gli hanno tolto la cosa più importate, secondo me: la creatività.

Il pianista moderno è un pianista in grado di giocare con la musica, di creare arrangiamenti ,melodie insomma di muoversi liberamente nel linguaggio musicale moderno. Conosce l’improvvisazione e riesce a connettere la propria anima direttamente allo strumento senza subire il blocco dettato dagli schemi classici. In sintesi secondo me non c’è un migliore tra pianista classico e moderno tutto dipende da quello che si sente e che si cerca.

Se voglio mangiare sushi non vado in rosticceria !!!

Gianluca Ricciardi