Come nasce una canzone

Molti dei miei studenti mi chiedono: come nasce una canzone?

Domanda lecita ma la risposta non è poi cosi scontata, se lo fosse il mondo sarebbe popolato per la maggior parte da compositori.

Ognuno arriva alla stesura di un brano seguendo un percorso assolutamente personale.

Per la mia esperienza farei un distinzione tra brani solo strumentali e brani cantati.

Nel caso dei brani cantati io suggerisco di trovare una sequenza di accordi (giro armonico) che ci stimoli qualcosa suscitando in noi emozione.

Una volta definiti gli accordi, io suggerisco sempre di cantarci sopra una melodia inventando le parole o utilizzando un inglese maccheronico.

Funziona molto anche provare a raccontare la storia di un nostro amico magari prendendolo in giro per una sua debolezza o per un fatto a lui accaduto.

Succede che giocando su questi accordi prende forma una linea melodica (registrate tutte le prove anche quelle che vi sembrano oscene).

A distanza di giorni risentite le registrazioni e tra le mille risate che vi provocheranno troverete qualcosa di interessante a quel punto approfondite.

Ricordatevi che un brano pop deve seguire una struttura ben precisa quindi cercate di partire in modo molto semplice per poi crescere fino ad esplodere nella parte centrale della canzone (ritornello).

Un brano pop segue orientativamente una struttura ben precisa  composta generalmente  da 3/4 sezioni.

1 strofa in inglese verse

2 ponte in inglese bridge

3 ritornello in inglese chorus

4 special

La musica pop di oggi se paragonata a quella degli anni passati ha subito un forte cambiamento, oggi la musica pop vi catapulta subito nel ritornello facendolo diventare virale.

In passato al contrario il viaggio per arrivare nella parte centrale della canzone era sicuramente più lungo, si partiva da intro strumentale lunghe anche più di un minuto.

Oggi si entra nel ritornello in 40 secondi, le canzoni hanno una durata molto più breve rispetto a quella di un tempo questo è dovuto anche ad esigenze radiofoniche.

La musica pop oggi è da considerarsi (tristissimo a dirsi) un prodotto usa e getta.

Se un tempo ci si legava ad un artista e quindi si ascoltava tutto il suo disco analizzandolo a partire dalla copertina oggi invece ci si tende a legare al brano del momento quello che ha più visual in quel determinato momento.

E’ un po come guardare un film concentrandosi solo sulla fine o nelle scene più forti saltando direttamente al focus senza capire e gustarsi il perché ci si arriva.

Per quanto riguarda la musica strumentale io personalmente suggerisco di visualizzare il racconto, nel mio ultimo disco “the moon” mi sono immaginato di fare questo viaggio ed ho cercato di   immaginare cosa si prova prima di tale avventura per poi cercare di immaginarmi in questa nuova dimensione.

Personalmente lavoro sempre su immagini , il guardare un immagine e il tentativo di dargli un suono mi aiuta moltissimo a sviluppare idee.

Un altra cosa che spesso mi sento dire dai miei studenti è: questo periodo non sono ispirato/a…

Indubbiamente le vicende della vita quotidiana condizionano il nostro aspetto creativo ed è altrettanto vero che ,come per magia, in determinati periodi siamo estremamente fertili alla composizione ma è pur vero che l’ispirazione va cercata.

Vi garantisco che proprio quando ci autoconviniciamo di non essere ispirati se proviamo a buttare giu qualche idea riusciamo a trovare qualche spunto.

Per concludere vi suggerisco di non buttare le vostre pillole di composizione che avete registrato e magari a distanza di tempo (anche anni) risentitele e magari su 120 pensierini musicali ne salvate anche 15 🙂